giovedì 28 novembre 2013

Cose che mi mancano di casa

Il secondo mese indiano sta volgendo al termine, finalmente. Non immaginavo di dirlo, perché ho sempre voluto andarmene via da casa per un po’, ma mi manca. A parte famiglia, amici, cane, abitudini, mi manca una serie di cose “normali”.

DOCCIA

La mia doccia: un rubinetto, un secchio e una brocca

Questa è la mia doccia. Non sono io che vivo in un tugurio, questa è la tipica modalità con cui si lavano qui in India.  C’è da dire un’altra cosa però che quel rubinetto che vedete in foto, non è collegato allo scalda bagno.

In qualche casa è possibile trovare la doccia da muro, non cose ricercate, o particolari, giusto un rubinetto posizionato più in alto.

Rubinetto acqua calsa

Modalità:

  1. Riempio il secchio direttamente dal rubinetto collegato allo scalda bagno.
  2. Procedo con la brocca doccia manuale, primo versamento d’acqua calda.
  3. Shampoo e nel frattempo congelo.
  4. Risciacquo lo shampoo.
  5. Prendo altra acqua, e nel frattempo congelo.
  6. Non faccio il balsamo per non ibernarmi.
  7. Doccia schiuma e nel frattempo congelo.
  8. Ultimo risciacquo.
  9. Cerco di mettermi l’accappatoio nel minor tempo possibile.
  10. Mi riscaldo con il phon!

Un pro di questa doccia sicuramente è il risparmio dell’acqua, purtroppo è l’unico lato positivo però!

Come potete vedere dalla 2^ foto, mi manca anche la lavastoviglie, o per lo meno un lavandino in cucina. I piatti li lavo nel lavandino del bagno, [un po’ come facevano le mie famiglie in the sims a partita appena iniziata].

Namaste

venerdì 22 novembre 2013

Lamentele e dintorni, post negativo

Nei miei 22 anni di vita posso dire di non essere mai stata razzista, ma le cose cambiano. Oggi con certezza posso affermare che lo sono.

Vivere qui non è facile, ora sono quasi 2 mesi e sinceramente ho sviluppato un certo odio per parecchie persone. Il motivo principale penso che sia per la barriera linguistica e per il fatto che le persone in media non sono gentili e sono abbastanza teste di cazzo cavolo.

Ora per qualsiasi indiana/o che sta leggendo questo post, per favore non prendetela sul personale., sto generalizzando in un momento di cattivo umore. Ho conosciuto alcune brave persone, gentili-disponibili ecc ecc,.

Ogni giorno purtroppo devo affrontare, e lavorare, con un numero di soggetti insopportabili.

Ora, come mio fratello consiglia dopo esperienze simili, dovrei semplicemente fregarmene, fare il mio lavoro e continuare per la mia strada. Non sono ancora riuscita a farlo, soprattutto perché ogni giorno dovrei passare del tempo in cucina e con lo staff e lo staff si diverte a raccontare storielle (su di me), ridono scherzano e se ne fregano della sottoscritta. Quando sono di cattivo umore e scoraggiata ovviamente diventa anche difficile essere produttiva e svolgere il mio lavoro.

Ovviamente non è una questiona di nazionalità, è semplicemente una questione di educazione, se tu non parli la mia lingua, io non inizio a prenderti in giro con il resto dello staff o per lo meno aspetto che tu non sia presente, perché non è un comportamento rispettoso. Al massimo aspetto che tu non sia presente.

Forse sono abituata ad un certo standard, però posso dire che pur essendo noi italiani i cafoni d’Europa, mi manca la gentilezza e la cortesia nostrana!

martedì 19 novembre 2013

Il magico naso degli indiani

 

Il motivo per cui non riuscivo a trovare i fazzoletti di carta è semplice, non li usano perché non è educazione soffiarsi il naso.

Possono sputare, ruttare, urinare, ecc ecc in qualsiasi posto, senza il minimo imbarazzo, ma soffiarsi il naso NO. Puoi soffiarti il naso solo nella privacy del tuo bagno, e sinceramente non voglio sapere come facciano.

Quando io mi soffio il naso in pubblico, mi guardano ancora più del solito, a volte ridono o addirittura la mia coinquilina mi ha chiesto di uscire dalla camera a farlo, lol.

Ora qui fa freddino la mattina e la sera del tipo 10 C°, mi chiedo quando hanno il raffreddore o l’influenza come cavolo fanno?!?

venerdì 1 novembre 2013

Bilancio del primo mese

Un mese fa esatto sono arrivata in India.
10 prime impressioni dopo 30 giorni di India:
  1. Sapere soltanto l’inglese non basta, o meglio basta per vivere tranquillamente, ma se non volete essere presi in giro, sfruttati e visti come un bancomat ambulante, allora un po’ di hindi non fa male di certo.
  2. Se non conosci qualcuno non sei nessuno. Concetto famigliare a tutti in Italia, che piano piano va diminuendo di importanza. Ecco in India è ancora ben radicato nella società e sinceramente credo durerà ancora per parecchio tempo.
  3. Today, tomorrow, never. Quando chiedo di fare qualcosa, o “ordino” qualcos’altro la risposta che ottengo il 95% delle volte è si per domani lo faccio. NON ILLUDERTI mari, non lo faranno mai. Yann me l’ha ripetuto per tutto il primo mese, ma io continuavo a sperare che dicessero la verità. A nessuno piace essere illuso, men che meno essere preso in giro, dopo un mese posso dire di essermi disillusa quasi completamente. Se non hanno un interesse proprio non faranno mai quello che chiedi. (Ovviamente sto generalizzando)
  4. Western esotiche creature. Quando sono partita ero preparata all’idea della gente che mi fissa, che parla di me in hindi o che spettegola senza sosta. Mi ero preparata, ma finché non lo si prova, non si capisce cosa voglia dire. In Italia riesco perfettamente a passare inosservata, sena nemmeno impegnarmi (con tutti i lati negativi della cosa). Qualche volta vorrei capitasse anche qui, purtroppo invece sono il cigno nero del centro commerciale. Tutti sanno chi sono e cosa faccio, ma io conosco si e no 10-15 persone e non mi ricordo nemmeno i nomi di tutti.
  5. Cibo piccante. Mi ci è voluto un mese, ma finalmente riesco a mangiare cibo indiano, chiedendo di farlo non piccante ovviamente. 3 settimane fa, mi bruciava qualsiasi parte del cavo orale quando cercavo di assaggiare qualcosa di “NON” piccante.
  6. Problemi intestinali. Sì è tutto vero quello che leggete su internet, sulle guide turistiche, sull’India in generale. Se venite in India avrete dei problemi intestinali, non c’è via di scampo. Ora però il mio corpo si è abituato e negli ultimi 10 giorni ho mangiato street food, cioè cibo comprato alle bancarelle, insieme a tutti gli autoctoni e sono ancora qui a scrivervi!
  7. Gente disponibile e pronta ad aiutarti. Su questo argomento ritornerò alla fine dei 6 mesi, per ora ho avuto delle esperienze positive con le persone che hanno cercato di aiutarmi, ma ovviamente anche qualche esperienza non del tutto positiva. Ora che vivo con una ragazza indiana posso dire che sto avendo un’esperienza molto positiva, perché mi sta dando una mano in tutto.
  8. Classi sociali. Forse è un tratto comune di tutti i paesi in via di sviluppo, o di tutte le società che si stanno arricchendo in fretta, pochi si stanno arricchendo troppo. Nonostante Chandigarh sia un città ricca, in cui non si vede la vera povertà ogni giorno, ho avuto modo di vederla qua e là in certe zone. Così come ho visto quartieri con ville fighissime che ricordano i tanto idealizzati US.
  9. Superficialità e soldi Tutti chiedono quanto guadagno, quanto costa il mio portatile, quanto costa questo quello quell’altro. In Italia di solito è maleducazione fare queste domande a semi sconosciuti, qui invece è la norma a quanto pare.
  10. Tamarri e fotografie. In Italia siamo abbastanza abituati a vedere in giro tamarri e zarri, o come volete chiamarli, ecco qui ce no sono tanti, ma tanti, ma tanti che non mi stupisco nemmeno più quando li vedo a farsi fotografie ovunque. Sotto la scritta di pizza hut, davanti ad una moto in esposizione, nello specchio dei bagni, all’ingresso del cinema, sotto i poster dei nuovi film, seduti a mangiare la pizza, seduti sulle poltroncine, davanti alle decorazioni festive, sotto la scritta dunkin donuts, sotto la scritta mc donald’s. Insomma praticamente ovunque pur di mostrare la loro figaggine. Ecco io vorrei la foto davanti al Taj Mahal, o per ricordare qualche momento emozionante. Qui invece regna la superficialità e il narcisismo più assoluto.
Potrebbe sembrare un bilancio negativo, in realtà sono solo impressioni varie e generali sul primo mese indiano.