domenica 15 dicembre 2013

A week in my indian life: food edition

Come tutti sapete il mio lavoro qui in India gira intorno al cibo. Seguo l’evoluzione e le avventure, se così possiamo chiamarle, di due ristoranti Sole Mio e Ni Hao, italiano e cinese.  Questi due ristoranti si trovano in un foodcourt, che sarebbe a dire uno spazio con tanti altri mini ristoranti di vario genere e natura.

Non avendo tante altre soddisfazioni o diletti, mi sono decisa a provare tutti i ristoranti non solo del foodcourt, ma anche del centro commerciale in generale. Tutto il terzo piano è per cibo ed  intrattenimento, più il cortile del piano terra è di nuovo pieno di ristoranti.

NB: le foto sono state scattate nell’arco di un’intera settimana, non sono in ordine temporale e il prezzo max speso per un singolo pasto è stato l’equivalente di 8€, in media ne spendo 2-3.

veg thali

Mini vegetarian thali, che sarebbe un pasto completo versione indiana del nord. Quella specie di piadina che vedete si chiama Naan, nello specifico quello è paneer naan, cioè naan ripieno del tipico formaggio indiano (insapore e tipo primo sale). La salsa rossa che vedete è una specie di sughetto con dentro pezzetti del suddetto formaggio, è a base di pomodoro. Poi ci sono un pezzetto di cetriolo e qualche cipolla, che di solito non mangio mai e nell’angolo a destra ci sono i pickles, una robetta schifosa dolce e piccante.

Cena south indian

Una sera una bellissima coppia di miei colleghi mi ha invitata per una cena tipica del india del sud. Riso bianco, curry di pesce, bocconcini di pesce fritto, mix di verdure con qualche spezia e il curd, una salsa a base di yogurt che è la salvezza per il palato mentre brucia per il piccante. Ho mangiato pesce per la 2^ quella sera da quando sono in India ed era tutto buonissimo. Come vedete io ho un cucchiaio nel piatto, ma in realtà si mangia tutto con le mani, con la mano destra per essere precisi. Ecco io non sono ancora un’esperta del mangiare il riso e il pesce con le lische con una mano sola, ma conto di affinare la mia tecnica!!!!

poutine di pollo e patatine fritta con salsina banoffee pie

Poutine di pollo con patatine fritte e salsa cream cheese with garlic, e per dolce banoffee pie, la miglior torta che ho mangiato fino ad ora in India!!

 

Chicken burger versione indiana

Burger di pollo e qualcos’altro di indiano a me sconosciuto, non ho scelto io, ma alla fine non era male e decisamente meglio della loro versione di mc!

Dim Sum misti Zuppa di verdure

Buffet illimitato per 400Rs che sarebbero circa 5€ in uno dei ristoranti più belli del centro commerciale. Cucina pan asiatica, non mi sono fidata sul sushi ma la prossima volta lo provo. Nelle foto ci sono i tanto amati, dagli indiani, dim sum e nella seconda foto una zuppa mista di verdure. Il concetto era create your own, nel senso che potevo mettere nella mia zuppa tutto quello che volevo!

 

Pho vietnamita Cheesecake noci e caramello

Stesso concetto di zuppa, in questo ristorante chiamata con il giusto nome: Vietnamese Pho, questa volta ho ordinato la versione con il pollo ed era veramente squisita, per dolce caramel nut cheesecake e non era per niente male!

 

Cioccolatini vari Waffle banana e froze yogurt

Poi talvolta il pranzo non basta e quindi provo i cioccolatini d’importazione oppure un bel waffle con froze yogurt e banana, nom nom nom.

 

Insalata Mari, cioè qualsiasi verdura

Di tanto in tanto faccio anche finta di mangiare sano e ordino un’insalata mista con qualsiasi possibile verdura sia disponibile nella cucina di Sole Mio.

Colazione

E per finire la colazione, personalmente sono una fan sfegatata del cibo da colazione, una delle mie opzioni preferite sono le fette biscottate con il burro e la marmellata, più l’immancabile té con il latte.

martedì 10 dicembre 2013

5 lati positivi del vivere in India

Dato che sto cercando di pensare positivo, o almeno di non pensare sempre agli aspetti negativi, ho deciso di provare a fare una lista di buoni motivi per vivere in India.
  1. Cibo, prezzo basso pancia piena: mangiare al ristorante, o nei fast food, o nei bar, per strada insomma dove preferite…costa pochissimo!!! Potete trovare quasi qualsiasi tipo di cucina vogliate, ovviamente non ci saranno tutti i piatti che potrese trovare in italia (mancanza di carne di maiale, mucca e simili). Nonostante questo, potete trovare valide alternative ovunque. Se poi vi piace il piccante siete nel posto giusto! Potete mangiare in 2 in un ristorante veramente esclusivo con 50€, in posti che in italia costerebbero 60-80€ a testa! Mangiando cibo indiano con 140 rupie, che sarebbero 1,70€ circa, potete riempirvi quasi a scoppiare di butter naan e gravy. (Sto collezionando un po’ di fotografie e cercherò di illustrarvi la cucina indiana dal mio punto di vista)
  2. Shopping: a parte certi beni di prima necessità apparentemente introvabili, lo shopping tradizionale è un bella esperienza, tantissimi negozi internazionali, prezzi relativamente più convenienti e brand introvabili in Italia. Lavorando in un centro commerciale poi non vi dico quanto sia doloroso camminare davanti alle vetrine ogni giorno, purtroppo e per fortuna ho una serie di mantra da recitare per non cadere in tentazione. (spendi in cibo piuttosto, sei qui per collezionare esperienze non oggetti, aspetta almeno fine mese, non lo useresti mai in Italia, costa più di un mese di affitto)
  3. Cinema: potete vedere le nuove uscite di hollywood per la ridicola cifra di 100-200 Rupie (1€=83 rupie). I film non li traducono, quindi ve li godete pure in lingua originale. Sfortunatamente solo i film più famosi escono, vale a dire che tutti i film indie o di nicchia non escono. In media soltanto 1 film alla settimana è americano, tutti gli altri sono di bollywood. Meglio che niente comunque! Ah tra l’altro potete ordinare pop corn, pizza, patatine fritte vari snack indiani e ve li portano in sala anche a film iniziato, seat delivery!
  4. Temperatura invernale: se non amate il freddo, il ghiaccio e la neve, l’inverno indiano è decisamente per voi. Di giorno ci sono ancora tra i 20 e i 25C°, mattino e sera fa fresco 10C° circa, ma tutto sommato non c’è da lamentarsi. Io personalmente non sopporto il caldo, non potrei mai resistere la loro estate 45C°.
  5. Autostima, creatura esotica: se volete un’iniezione di autostima, specialmente sul vostro aspetto fisico, venite in India a lavorare. Se in Italia non siete delle fiche stratosferiche, ma siete semplicemente nella norma o pure bruttine, in India quasi sicuramente avrete la fila di pretendenti. Non intendo possibili pervertiti pronti a brutte cose, intendo semplicemente uomini e ragazzi che vi fanno complimenti. Nonostante non sia bionda, alta, magra e prosperosa, ricevo in media 1-2 complimenti al giorno da persone diverse, il complimento più gettonato è “M’am you look so beautiful without glasses” “M’am your hair are so nice looking today” (Se mi raccolgo i capelli in qualsiasi modo, sono certa di ricevere complimenti a riguardo).
Per ora sono motivi piuttosto superficiali, ma almeno sono riuscita a trovarne 5!!!!

giovedì 28 novembre 2013

Cose che mi mancano di casa

Il secondo mese indiano sta volgendo al termine, finalmente. Non immaginavo di dirlo, perché ho sempre voluto andarmene via da casa per un po’, ma mi manca. A parte famiglia, amici, cane, abitudini, mi manca una serie di cose “normali”.

DOCCIA

La mia doccia: un rubinetto, un secchio e una brocca

Questa è la mia doccia. Non sono io che vivo in un tugurio, questa è la tipica modalità con cui si lavano qui in India.  C’è da dire un’altra cosa però che quel rubinetto che vedete in foto, non è collegato allo scalda bagno.

In qualche casa è possibile trovare la doccia da muro, non cose ricercate, o particolari, giusto un rubinetto posizionato più in alto.

Rubinetto acqua calsa

Modalità:

  1. Riempio il secchio direttamente dal rubinetto collegato allo scalda bagno.
  2. Procedo con la brocca doccia manuale, primo versamento d’acqua calda.
  3. Shampoo e nel frattempo congelo.
  4. Risciacquo lo shampoo.
  5. Prendo altra acqua, e nel frattempo congelo.
  6. Non faccio il balsamo per non ibernarmi.
  7. Doccia schiuma e nel frattempo congelo.
  8. Ultimo risciacquo.
  9. Cerco di mettermi l’accappatoio nel minor tempo possibile.
  10. Mi riscaldo con il phon!

Un pro di questa doccia sicuramente è il risparmio dell’acqua, purtroppo è l’unico lato positivo però!

Come potete vedere dalla 2^ foto, mi manca anche la lavastoviglie, o per lo meno un lavandino in cucina. I piatti li lavo nel lavandino del bagno, [un po’ come facevano le mie famiglie in the sims a partita appena iniziata].

Namaste

venerdì 22 novembre 2013

Lamentele e dintorni, post negativo

Nei miei 22 anni di vita posso dire di non essere mai stata razzista, ma le cose cambiano. Oggi con certezza posso affermare che lo sono.

Vivere qui non è facile, ora sono quasi 2 mesi e sinceramente ho sviluppato un certo odio per parecchie persone. Il motivo principale penso che sia per la barriera linguistica e per il fatto che le persone in media non sono gentili e sono abbastanza teste di cazzo cavolo.

Ora per qualsiasi indiana/o che sta leggendo questo post, per favore non prendetela sul personale., sto generalizzando in un momento di cattivo umore. Ho conosciuto alcune brave persone, gentili-disponibili ecc ecc,.

Ogni giorno purtroppo devo affrontare, e lavorare, con un numero di soggetti insopportabili.

Ora, come mio fratello consiglia dopo esperienze simili, dovrei semplicemente fregarmene, fare il mio lavoro e continuare per la mia strada. Non sono ancora riuscita a farlo, soprattutto perché ogni giorno dovrei passare del tempo in cucina e con lo staff e lo staff si diverte a raccontare storielle (su di me), ridono scherzano e se ne fregano della sottoscritta. Quando sono di cattivo umore e scoraggiata ovviamente diventa anche difficile essere produttiva e svolgere il mio lavoro.

Ovviamente non è una questiona di nazionalità, è semplicemente una questione di educazione, se tu non parli la mia lingua, io non inizio a prenderti in giro con il resto dello staff o per lo meno aspetto che tu non sia presente, perché non è un comportamento rispettoso. Al massimo aspetto che tu non sia presente.

Forse sono abituata ad un certo standard, però posso dire che pur essendo noi italiani i cafoni d’Europa, mi manca la gentilezza e la cortesia nostrana!

martedì 19 novembre 2013

Il magico naso degli indiani

 

Il motivo per cui non riuscivo a trovare i fazzoletti di carta è semplice, non li usano perché non è educazione soffiarsi il naso.

Possono sputare, ruttare, urinare, ecc ecc in qualsiasi posto, senza il minimo imbarazzo, ma soffiarsi il naso NO. Puoi soffiarti il naso solo nella privacy del tuo bagno, e sinceramente non voglio sapere come facciano.

Quando io mi soffio il naso in pubblico, mi guardano ancora più del solito, a volte ridono o addirittura la mia coinquilina mi ha chiesto di uscire dalla camera a farlo, lol.

Ora qui fa freddino la mattina e la sera del tipo 10 C°, mi chiedo quando hanno il raffreddore o l’influenza come cavolo fanno?!?

venerdì 1 novembre 2013

Bilancio del primo mese

Un mese fa esatto sono arrivata in India.
10 prime impressioni dopo 30 giorni di India:
  1. Sapere soltanto l’inglese non basta, o meglio basta per vivere tranquillamente, ma se non volete essere presi in giro, sfruttati e visti come un bancomat ambulante, allora un po’ di hindi non fa male di certo.
  2. Se non conosci qualcuno non sei nessuno. Concetto famigliare a tutti in Italia, che piano piano va diminuendo di importanza. Ecco in India è ancora ben radicato nella società e sinceramente credo durerà ancora per parecchio tempo.
  3. Today, tomorrow, never. Quando chiedo di fare qualcosa, o “ordino” qualcos’altro la risposta che ottengo il 95% delle volte è si per domani lo faccio. NON ILLUDERTI mari, non lo faranno mai. Yann me l’ha ripetuto per tutto il primo mese, ma io continuavo a sperare che dicessero la verità. A nessuno piace essere illuso, men che meno essere preso in giro, dopo un mese posso dire di essermi disillusa quasi completamente. Se non hanno un interesse proprio non faranno mai quello che chiedi. (Ovviamente sto generalizzando)
  4. Western esotiche creature. Quando sono partita ero preparata all’idea della gente che mi fissa, che parla di me in hindi o che spettegola senza sosta. Mi ero preparata, ma finché non lo si prova, non si capisce cosa voglia dire. In Italia riesco perfettamente a passare inosservata, sena nemmeno impegnarmi (con tutti i lati negativi della cosa). Qualche volta vorrei capitasse anche qui, purtroppo invece sono il cigno nero del centro commerciale. Tutti sanno chi sono e cosa faccio, ma io conosco si e no 10-15 persone e non mi ricordo nemmeno i nomi di tutti.
  5. Cibo piccante. Mi ci è voluto un mese, ma finalmente riesco a mangiare cibo indiano, chiedendo di farlo non piccante ovviamente. 3 settimane fa, mi bruciava qualsiasi parte del cavo orale quando cercavo di assaggiare qualcosa di “NON” piccante.
  6. Problemi intestinali. Sì è tutto vero quello che leggete su internet, sulle guide turistiche, sull’India in generale. Se venite in India avrete dei problemi intestinali, non c’è via di scampo. Ora però il mio corpo si è abituato e negli ultimi 10 giorni ho mangiato street food, cioè cibo comprato alle bancarelle, insieme a tutti gli autoctoni e sono ancora qui a scrivervi!
  7. Gente disponibile e pronta ad aiutarti. Su questo argomento ritornerò alla fine dei 6 mesi, per ora ho avuto delle esperienze positive con le persone che hanno cercato di aiutarmi, ma ovviamente anche qualche esperienza non del tutto positiva. Ora che vivo con una ragazza indiana posso dire che sto avendo un’esperienza molto positiva, perché mi sta dando una mano in tutto.
  8. Classi sociali. Forse è un tratto comune di tutti i paesi in via di sviluppo, o di tutte le società che si stanno arricchendo in fretta, pochi si stanno arricchendo troppo. Nonostante Chandigarh sia un città ricca, in cui non si vede la vera povertà ogni giorno, ho avuto modo di vederla qua e là in certe zone. Così come ho visto quartieri con ville fighissime che ricordano i tanto idealizzati US.
  9. Superficialità e soldi Tutti chiedono quanto guadagno, quanto costa il mio portatile, quanto costa questo quello quell’altro. In Italia di solito è maleducazione fare queste domande a semi sconosciuti, qui invece è la norma a quanto pare.
  10. Tamarri e fotografie. In Italia siamo abbastanza abituati a vedere in giro tamarri e zarri, o come volete chiamarli, ecco qui ce no sono tanti, ma tanti, ma tanti che non mi stupisco nemmeno più quando li vedo a farsi fotografie ovunque. Sotto la scritta di pizza hut, davanti ad una moto in esposizione, nello specchio dei bagni, all’ingresso del cinema, sotto i poster dei nuovi film, seduti a mangiare la pizza, seduti sulle poltroncine, davanti alle decorazioni festive, sotto la scritta dunkin donuts, sotto la scritta mc donald’s. Insomma praticamente ovunque pur di mostrare la loro figaggine. Ecco io vorrei la foto davanti al Taj Mahal, o per ricordare qualche momento emozionante. Qui invece regna la superficialità e il narcisismo più assoluto.
Potrebbe sembrare un bilancio negativo, in realtà sono solo impressioni varie e generali sul primo mese indiano.

venerdì 25 ottobre 2013

Dovuto aggiornamento

In questo giorni non sono riuscita a scrivere sul blog o a montare e caricare video. Ho avuto un sacco di cose da fare e lavorando 6 giorni su 7 purtroppo mi rimane poco tempo libero.
Comunque, tutto continua per il meglio e mi sto godendo gli ultimi giorni di compagnia di Yann. E’ una fortuna avere qualcuno con cui poter visitare la città, andare al cinema o provare ristoranti.
Per ora ho visto 3 film americani, in inglese:
  • Gravity (3D):  non male
  • Escape Plan: baggianata
  • Captain Phillips: stupendo e davvero emozionante
Al lavoro tutto procede nella norma, con piccole difficoltà nel farmi rispettare, o con grosse difficoltà nel far “eseguire gli ordini”. In teoria lo staff del ristorante dovrebbe fare quello che gli chiedo, in pratica non riesco nemmeno a farmi fare un po’ di pollo senza aglio.
Situazione appartamento, non è una reggia, ma mi sono abituata e a dirla tutta mi piace. La sera non vedo l’ora di tornare a casa! 
La noiaYann al rock garden
Cacca di cammello Uomini che fissano Le Corbusier High Court building High Court giardino

lunedì 14 ottobre 2013

Lacrime di gioia

Sabato sera io ed Yann abbiamo deciso di fare un giro al lago artificiale che c’è in città, Sukhna lake, quando tornerò con la luce del giorno cercherò di mostrarvelo, purtroppo la sera alle 18:30 è già buio e fare fotografie diventa complicato.
Comunque dopo aver passeggiato sul lungo lago, abbiamo scelto dove andare a cena grazie al fidato tripadvisor, abbiamo scelto il primo ristorante della classifica, Barbeque Nation situato nel sector 26.
Ora io non so se credere nel destino, in un disegno divino oppure in una coincidenza inspiegabile, sta di fatto che di fianco al ristorante c’è un supermercato e ci siamo entrati giusto per dare un’occhiatina, sul fondo del negozio riconosco una forma famigliare, una confezione amica che mi stava chiamando.
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HO TROVATO I FAZZOLETTI DI CARTA!!!!
Vi posso assicurare che anche cercando su google, sembravano un oggetto mitico in India, ho chiesto a varie persone e nessuno li aveva mai visti. Ovviamente ho fatto scorta, Yann ha osato chiedermi se davvero ho bisogno di 3 pacchi, e la risposta è assolutamente sì!

venerdì 11 ottobre 2013

Prime lamentele e cosa mi manca dell’Europa!

Come forse avrete visto dall’ultimo video che ho pubblicato sul mio canale di youtube, sono alla disperata ricerca dei tappi per le orecchie, quelli per dormire che in Italia si trovano un po’ ovunque. Ecco qui sono introvabili, ma proprio nel senso che non sanno nemmeno che cosa siano.

Evidentemente qui tutti sono abituati a dormire con il frastuono, a svegliarsi 30 volte per notte e a suonare la tromba alle 11pm, nonché ad essere svegliati con i fischietti (questo fenomeno ancora non me lo sono spiegato). Ovviamente sono munita di spirito di adattamento e sacrificio, purtroppo non di tappi, perché da sprovveduta europea mi sono illusa di trovarli facilmente.

La cosa più sconvolgente però è la difficoltà nel trovare i FAZZOLETTI DI CARTA. Intendiamoci non mi aspettavo di trovare i Tempo, o qualche marca famosa. Un qualsiasi tipo, anche scrauso duro ed inutilizzabile, sarebbe andato bene. Purtroppo stare sempre in luoghi con l’aria condizionata a palla, lo smog della città ecc ecc fanno sì che il mio naso continui a colare.

Morale della favola: se venite in India portatevi i tappi per le orecchie se volete dormire, e 24x pacchetti di fazzoletti, se non li usate, ve li ricompro io al triplo del prezzo!

domenica 6 ottobre 2013

Soddisfazione nel lavoro? Per la prima volta ho capito cosa voglia dire

Come sapete sono qui in India per lavoro, nonostante sia soltanto un’intern, cioè una stagista, abbiamo carta bianca più o meno su tutto. Il mio compito sarebbe di occuparmi di promuovere il ristorante, aumentare le vendite, organizzare eventi, pianificare qualche strategia di marketing, migliorare i processi di preparazione e anche lo staff. Ovviamente essendo un’intern devo rispondere anche io al management, ma siamo abbastanza liberi. In questi 4 giorni di lavoro mi è sembrato davvero di sfruttare quello che ho studiato in 3 anni di università, ma non solo, anche le piccole esperienze lavorative che ho avuto durante gli anni, mi stanno tornando veramente utili. Soprattutto in relazione allo staff e ai processi di preparazione, avendo sempre lavorato a contatto con il pubblico, ho imparato qualcosina su come sia meglio comportarsi, sull’igiene-sicurezza e soprattutto sul rispetto delle regole. Ovviamente ora per me tutto è nuovo e interessante, ma spero di continuare su questa strada.

Il centro commercialePA030043

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venerdì 4 ottobre 2013

La felicità indiana per i monsoni, e la mia infelicità!

Ieri mentre ero al lavoro ha iniziato  piovere a dirotto, da un picco piccolo lato ero contenta di vedere un vero monsone per la prima volta nella mia vita. Quando però ho realizzato di dover tornare a casa con la moto carica di tutte le mie cose da portare “all’appartamento” non ero più molto contenta di vedere la pioggia.  

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Morale della giornata, se ti piace tornare a casa bagnato fradicio e sporco di fango, gioisci per la pioggia! ^_^

giovedì 3 ottobre 2013

Primo aggiornamento

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Sono passati 2 giorni da quando sono arrivata in India e mi sembra di esserci già da almeno 4-5. Ho passato il tempo a fare su e giù per città tra commissioni ecc. Appartamento o meglio camera con bagno e cucina in via di sviluppo, trovato e sistemato! Per ora dell’India posso dire che mi piace, le persone che mi stanno aiutando sono tra le più disponibili che abbia mai incontrato in tutta la mia vita. Unica cosa fastidiosa, il pazzo modo di guidare indiano e i continui e incessanti clacson.

Questo era solo un breve aggiornamento, Namaste

lunedì 23 settembre 2013

And then it hit me, sto per partire davvero!

Manca esattamente una settimana alla partenza e ripensando ai mesi che sono passati da quando ho preso la decisione, ho finalmente realizzato che me ne vado.

Non l’ho realizzato veramente quando ho fatto domanda del visto, o quando ho prenotato il volo, nemmeno quando ho fatto le vaccinazioni o iniziato la valigia.

L’ho capito sul serio venerdì scorso quando ho iniziato a salutare le persone. Chi mi conosce abbastanza è al corrente della mia allergia ai saluti - soprattutto perché PIANGO, tanto e senza pudore; siete avvertiti.

Venerdì ho finito le mie 150 ore in università, impegno che ha riempito la mia estate insieme allo studio e a qualche momento di spensieratezza grazie ad alcune persone. ^_^ Quest’ultima settimana a casa quindi è anche la mia unica settimana di riposo e ferie prima del viaggio, quindi per chi mi chiede “stai preparando le ultime cose?” La risposta è NO, sto poltrendo sul divano e la cosa mi soddisfa in pieno!

Namaste

venerdì 6 settembre 2013

Adulta e vaccinata!

Quando mi hanno proposto vieni in India per 6 mesi, non mi è nemmeno passato per la mente che potessero servirmi delle vaccinazioni. Iniziando a cercare qualche informazione sulla vita là, sono arrivata a varie pagine in cui consigliavano variegate liste di vaccinazioni consigliate.  Consigliate, perché nessuna vaccinazione aggiuntiva è obbligatoria per chi visita l’India. Andandoci comunque non solo per una vacanza o un viaggio, ma per un lungo periodo ho deciso di approfondire meglio.
Un sito su cui mi sono basata è stato  http://www.viaggiaresicuri.it/, è un sito del ministero degli affari esteri, pubblicano tutti gli avvisi sulla sicurezza, epidemie, attacchi, insomma tutte le informazioni che un viaggiatore, munito di buon senso, dovrebbe cercare. Cercando l’India, si arriva ad una pagina che presenta una scheda riassuntiva con tutti i dati salienti sullo stato, al paragrafo situazione sanitaria fanno l’elenco dei rischi. Attenzione da leggere con il cuore leggero, senza farsi prendere da ipocondria lancinante, ammetto che anche a rileggerlo ora mi viene non poca ansia.
Vaccinazioni: non è richiesta alcuna vaccinazione obbligatoria per i viaggiatori provenienti dall’Italia.  Prima del viaggio è opportuno consultare la competente ASL sulla necessità di effettuare vaccinazioni o profilassi del caso.  In genere, previo parere medico, sono consigliate le vaccinazioni contro: la difterite, l’epatite A e B, il tifo, la tubercolosi, la polio e il richiamo antitetanico e, particolarmente per chi viaggia durante la stagione calda (da maggio a settembre) e soggiorna in zone rurali, la meningite e l’encefalite giapponese.
Per quanto riguarda la profilassi antimalarica, la vaccinazione contro l’encefalite giapponese (difficilmente reperibile in Italia) e la meningite sono consigliate solo per chi soggiorna a lungo nel periodo monsonico e post-monsonico nelle zone a rischio ed in particolare quelle rurali. Si suggerisce di contattare il proprio medico o strutture sanitarie per ulteriori consigli del caso.

Quindi la prima persona a cui mi sono rivolta è stato il mio medico di base, che dopo la domanda di rito “ma cosa vai a fare in India, vai in America”, mi ha consigliato si almeno dovresti fare tifo ed epatite A, potevo farmele fare direttamente da lui, oppure rivolgermi al ASL, anche il medico comunque mi ha consigliato, chiama l’ASL.
Il secondo passo quindi è stato andare all’ASL del mio paese, ad essere sincera è andata mia madre la prima volta, ha chiesto il numero di telefono per prenotare (è un numero apposta per le prenotazioni a livello provinciale, non danno informazioni) e una copia del mio diario vaccinale. In teoria tutti dovremmo avere un librettino giallo in cui sono segnate tutte le vaccinazioni a cui siamo stati sottoposti nella vita, è da presentare anche nel momento in cui si vanno a fare richiami o vaccinazioni facoltative. Se non l’avete in originale, all’ASL è possibile richiedere una copia o un certificato vaccinale con l’elenco e le date, compresi i richiami fatti durante la vita.
Ho iniziato ad informarmi a fine maggio-giugno, per scrupolo personale, per fare effetto alcune vaccinazioni hanno bisogno di un  un periodo di tempo, quindi muoversi all’ultimo minuto è inutile. Flash forward al 6 agosto, ho dovuto aspettare circa 15 giorni per avere appuntamento all’ambulatorio di igiene dell’ASL del mio paesello. Ho dovuto portare il diario vaccinale e l’elenco di tutti i farmaci che stavo prendendo in quel periodo, durante la telefonata per prenotare mi hanno chiesto la destinazione, la durata e il periodo del soggiorno e il motivo. Le mie risposte ovviamente sono state Chandigarh, India dal 30 settembre al 30 marzo, per uno stage. 
2013-08-06 10.00.05
Alle 9:20 sono entrata nello studio del medico, dopo le domande sullo stato di salute, ultime malattie, ereditarietà e farmaci assunti nel periodo, mi ha elencato tutti i vaccini che aveva pensato per me.
  • Epatite A (31,20€ epaxal, inizione)
  • Tifo (23,50€ vivotif  3 capsule a giorni alterni)
  • Poliomielite booster (gratis, iniezione)
Il vaccino per la polio è obbligatorio in Italia, l’ultimo richiamo l’ho fatto nel 1994, quindi consigliava un booster per stare tranquilli, dato che “L'ultimo caso di malattia in India risale a gennaio 2011 e il paese è stato quindi rimosso dalla lista dei paesi endemici; se non si presenteranno casi fino al 2014 verrà considerata libera anch'essa.” (cit. wikipedia). Dopo aver svolto la burocrazia, nel momento di bucherellarmi mi ha consigliato di fare anche la vaccinazione per la meningite ( mencevax, iniezione) visto che lavorerò in un posto a contatto con la gente, la probabilità di ammalarmi sarebbe più alta, pur essendo uguale tra Italia e India, ho accettato. Tutte le vaccinazioni iniettate le ho pagate con un bollettino postale, l’anti-tifo invece mi è stata prescritta su ricetta rossa.
Mi ha avvertita sui possibili effetti collaterali che potevano essere cefalea, nausea, vomito, dolori addominali, dolore localizzato, posso dire che il dolore localizzato alle braccia l’ho avuto eccome, per due giorni interi facevo fatica ad alzare e abbassare le braccia, dolore tipo strappo muscolare. Un’iniezione, quella della meningite, potevo scegliere se farla nella gamba o nel gluteo, ovviamente ho scelto il gluteo e non ho sentito nulla. Le capsule anti-tifo le ho assunte circa 15 giorni dopo e mi hanno provocato soltanto qualche crampo addominale sopportabile.
L’epatite B, altrettanto consigliata era diventata obbligatoria ai nati a partire dal 1991 quindi ci rientro, insieme a difterite, tetano coperta fino al 2017. Per l’epatite A, con un richiamo ad aprile 2014, diventerò immune per sempre. 
Per la malaria il medico mi ha detto che non posso fare niente, se non proteggermi ad ogni costo dalle zanzare, in quanto la cura di profilassi si può fare per un periodo di massimo 3 mesi, comunque avevo già deciso di evitarla per effetti collaterali e costi. Un’altra malattia su cui mi ha informata è l’encefalite giapponese, il vaccino non è distribuito dall’ASL in Italia, si può cercare e fare privatamente, ma me l’ha sconsigliato, essendo una malattia trasmessa dalle zanzare devo in ogni caso combatterle.

martedì 3 settembre 2013

26 giorni alla partenza

Oggi ho dato l'ultimo esame per il 2013, poteva andare meglio? Sicuramente. Posso farci ancora qualcosa? No, quindi voltiamo pagina.

Voltiamo pagina e siamo al nuovo capitolo, i preparativi per la partenza. Tra 26 giorni esatti ho il volo da Milano malpensa per l'India.

Destinazione Chandigarh, capitale del Punjab, India del nord.


Chandigarh
Quando immagino l'India mi lascio decisamente influenzare da video come questo:

A Day in India from The Perennial Plate on Vimeo.